Guida
Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza: correttivi e testo vigente
Il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (d.lgs. 14/2019) è in vigore dal 15 luglio 2022 ed è stato modificato più volte. L'ultimo intervento organico è il d.lgs. 13 settembre 2024, n. 136, noto come correttivo ter; nel 2026 il d.lgs. 7 agosto 2026, n. 147 ha toccato le norme sui crediti tributari e contributivi. Qui trovi la sequenza e quale testo applicare.
Cos'è il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (CCII)
Il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, abbreviato in CCII, è il d.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14. Ha sostituito la legge fallimentare (regio decreto 16 marzo 1942, n. 267), che resta applicabile ai ricorsi depositati prima del 15 luglio 2022 (art. 390): per questo il fallimento convive ancora con la liquidazione giudiziale, che ne ha preso il posto nel Codice. Accanto alle procedure concorsuali, il Codice regola gli strumenti per affrontare la crisi prima che diventi insolvenza.
Tra gli istituti che disciplina:
- la composizione negoziata della crisi (artt. 12 e seguenti);
- gli accordi di ristrutturazione dei debiti, con la transazione su crediti tributari e contributivi (art. 63), e il piano di ristrutturazione soggetto a omologazione (art. 64-bis);
- il concordato preventivo (art. 84 e seguenti);
- la liquidazione giudiziale, con l'insinuazione al passivo, le azioni revocatorie e i rapporti pendenti dell'art. 172 CCII;
- il sovraindebitamento, con concordato minore e liquidazione controllata, e l'esdebitazione.
Dove leggere il testo vigente del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza
Il riferimento è Normattiva, con le versioni multivigenti del CCII: per ogni articolo puoi ricostruire il testo in vigore a una certa data. È il punto da cui partire, perché dopo i correttivi molti articoli hanno avuto tre o quattro versioni.
Dal d.lgs. 14/2019 all'entrata in vigore: i primi correttivi del Codice della crisi
Per correttivo del Codice della crisi si intende ciascuno dei decreti legislativi che hanno modificato il d.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14, prima e dopo la sua entrata in vigore.
Il Codice è stato approvato con il d.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14, ma è entrato in vigore solo il 15 luglio 2022. L'art. 389 ricorda i rinvii, disposti tra gli altri dal d.l. 24 agosto 2021, n. 118 e dal d.l. 30 aprile 2022, n. 36; alcune disposizioni, come quelle sull'elenco dei soggetti incaricati presso il Ministero della giustizia (art. 356), erano già in vigore dal trentesimo giorno successivo alla pubblicazione.
Nel frattempo il testo è cambiato due volte in modo rilevante:
- d.lgs. 26 ottobre 2020, n. 147: primo correttivo, con modifiche a definizioni, procedimento, relazioni del curatore (art. 130), avviso ai creditori (art. 200) e comunicazione dell'esito dello stato passivo (art. 205);
- d.lgs. 17 giugno 2022, n. 83: ha recepito la direttiva (UE) 2019/1023 su ristrutturazione preventiva e insolvenza, sostituendo le procedure di allerta con la composizione negoziata (artt. 12 e seguenti), introducendo il piano di ristrutturazione soggetto a omologazione (art. 64-bis) e riscrivendo il concordato preventivo (art. 84 e seguenti).
Chi legge oggi il Codice deve sapere che molti articoli hanno avuto tre o quattro versioni prima di arrivare al testo vigente.
Il correttivo ter del Codice della crisi: d.lgs. 13 settembre 2024, n. 136
Il d.lgs. 13 settembre 2024, n. 136 è il correttivo più esteso dopo l'entrata in vigore. Per chi lavora nelle procedure, le modifiche più rilevanti sono queste, articolo per articolo.
| Area | Articoli toccati | Cosa cambia in sintesi |
|---|---|---|
| Composizione negoziata | artt. 12, 13, 16, 17, 18, 19, 23, 25-bis, 25-quater, 25-sexies, 25-octies | nuovi documenti per l'istanza e dichiarazione sostitutiva (art. 17, comma 3-bis), regole sulle linee di credito bancarie (art. 18, comma 5-bis), accordo transattivo sui tributi (art. 23, commi 2-bis e 2-ter) |
| Crediti tributari e contributivi | artt. 63 e 88 sostituiti, nuovo art. 284-bis | nuova disciplina della transazione negli accordi e del trattamento nel concordato; proposta unitaria nei gruppi |
| Piano di ristrutturazione soggetto a omologazione | art. 64-bis | nuovi commi 1-bis e 9-bis |
| Liquidazione giudiziale | artt. 49, 166, 170, 173, 189, 200, 201, 203, 204, 207, 213, 255 | accesso del curatore alle banche dati, esenzioni e termini delle revocatorie, preliminari, rapporti di lavoro (art. 189 sostituito), coordinate bancarie nella domanda (art. 201, lett. e-bis), programma di liquidazione |
| Organi e incarichi | artt. 136, 137, 356, 358 | responsabilità e compenso del curatore, elenco presso il Ministero e requisiti per la nomina |
L'elenco non è completo: il decreto ha toccato anche concordato preventivo, concordato minore, liquidazione controllata ed esdebitazione. Per ogni articolo verifica la versione vigente e le norme transitorie del decreto.
Il 2026 e il Codice della crisi: le modifiche sui crediti tributari
Nel 2026 il Codice è stato modificato di nuovo, in modo mirato. L'art. 4 del d.lgs. 7 agosto 2026, n. 147 è intervenuto sulle norme che regolano i rapporti con fisco ed enti previdenziali:
- art. 23, comma 2-bis: l'accordo transattivo sui tributi nella composizione negoziata;
- art. 63: la transazione su crediti tributari e contributivi negli accordi di ristrutturazione, con modifiche ai commi 1, 2, 3, 4 (alinea e lettera d), 5, 6 (lettera b) e 8;
- art. 64-bis, comma 1-bis: il trattamento dei crediti pubblici nel piano di ristrutturazione soggetto a omologazione;
- art. 88: il trattamento dei crediti tributari e contributivi nel concordato preventivo, commi 1, 3, 4, 5 e 6;
- art. 245, comma 5: il giudizio di omologazione del concordato nella liquidazione giudiziale;
- art. 284-bis: le proposte unitarie dei gruppi di imprese, con il nuovo comma 4-bis.
Per advisor e attestatori significa una cosa pratica: una proposta impostata nel 2025 va riletta sul testo vigente prima del deposito. Un esempio di come lavorarci è nella pagina sulla transazione fiscale.
Quale testo si applica alla procedura: la disciplina transitoria dell'art. 390 CCII
La domanda più frequente dopo ogni correttivo del Codice della crisi è sempre la stessa: quale versione si applica alla mia procedura?
La prima regola è nell'art. 390 del Codice. I ricorsi per dichiarazione di fallimento, le proposte di concordato fallimentare e le domande di accesso alle procedure di sovraindebitamento depositati prima del 15 luglio 2022 sono definiti secondo il regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 e la legge 27 gennaio 2012, n. 3. Lo stesso vale per le procedure pendenti a quella data e per quelle aperte a seguito di quei ricorsi. Molti curatori, quindi, gestiscono ancora fallimenti con la legge fallimentare accanto a liquidazioni giudiziali con il Codice.
La seconda regola riguarda i correttivi successivi: ciascun decreto ha proprie disposizioni transitorie, che di solito legano l'applicazione delle nuove norme alla data di deposito della domanda o di apertura della procedura. Un metodo di lavoro in tre passaggi:
- individua la data rilevante (deposito del ricorso, apertura, presentazione della proposta);
- ricostruisci la versione vigente a quella data, con le versioni multivigenti di Normattiva;
- leggi la norma transitoria del decreto che ha introdotto la modifica, prima di applicare il testo nuovo.
Come può aiutarti Next-OS con i correttivi del Codice
Mettere a fianco due versioni di uno stesso articolo, con le modifiche in evidenza, e ottenere il testo consolidato è una funzione nativa di Next-OS: serve proprio quando una norma che applichi ogni giorno cambia più volte in pochi anni. Puoi chiedere, per esempio, la differenza tra l'art. 88 nella versione del 2024 e in quella vigente, con le fonti citate.
Per l'applicazione nelle attività quotidiane leggi come si costruisce il progetto di stato passivo sul testo vigente; il quadro d'insieme è nella pagina sull'AI per la crisi d'impresa.
Domande frequenti
Qual è l'ultimo correttivo del Codice della crisi?
L'ultimo intervento organico è il d.lgs. 13 settembre 2024, n. 136, il cosiddetto correttivo ter, che ha inciso su composizione negoziata, transazione fiscale, concordato, liquidazione giudiziale e sovraindebitamento. Nel 2026 il d.lgs. 7 agosto 2026, n. 147 ha modificato in modo mirato, tra gli altri, gli artt. 23, 63, 64-bis e 88 sui crediti tributari e contributivi.
Ai fallimenti ancora aperti si applica il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza?
No. Per l'art. 390 del Codice, i ricorsi per dichiarazione di fallimento depositati prima del 15 luglio 2022, le procedure di fallimento pendenti a quella data e quelle aperte a seguito di quei ricorsi sono definiti secondo la legge fallimentare, cioè il regio decreto 16 marzo 1942, n. 267. Restano anche le relative norme penali.
Come scegliere la versione del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza da applicare?
Individua la data rilevante per la procedura, per esempio il deposito della domanda o l'apertura, ricostruisci il testo vigente a quella data con le versioni multivigenti di Normattiva e leggi le norme transitorie del decreto correttivo. Con Next-OS puoi confrontare le versioni dello stesso articolo e vedere le modifiche evidenziate.
Fonti
- D.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14, Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (Normattiva)
- D.lgs. 13 settembre 2024, n. 136 (Normattiva)
- D.lgs. 17 giugno 2022, n. 83 (Normattiva)
- Direttiva (UE) 2019/1023 su ristrutturazione preventiva e insolvenza (EUR-Lex)
- Regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, legge fallimentare (Normattiva)
Il testo giusto per ogni procedura, con le versioni del Codice a confronto
Prova gratuita di 7 giorni, senza alcun pagamento iniziale. La disattivi quando vuoi.