Caso d'uso
Revocatoria fallimentare: individuare gli atti sospetti e i termini con l'AI
La revocatoria fallimentare, che con il Codice della crisi è diventata la revocatoria nella liquidazione giudiziale, impone al curatore di ricostruire anni di operazioni, con periodi sospetti diversi per ogni atto e un limite di tre anni per agire. Next-OS ti aiuta a individuare gli atti nei periodi rilevanti, a verificare esenzioni e termini e a preparare la nota per il giudice delegato.
Il problema: revocatoria fallimentare tra estratti conto, periodi sospetti e decadenze
Le azioni revocatorie sono gli strumenti con cui il curatore rende inefficaci verso i creditori gli atti compiuti dal debitore prima dell'apertura della liquidazione giudiziale, quando hanno leso la parità di trattamento o sottratto beni alla procedura. Il Codice della crisi le disciplina agli artt. 163-170, con periodi sospetti diversi per ogni tipo di atto. Per i fallimenti aperti su ricorsi depositati prima del 15 luglio 2022 resta applicabile la legge fallimentare (art. 390 CCII).
Per valutare le azioni revocatorie il curatore deve ricostruire mesi o anni di operazioni del debitore: pagamenti, garanzie, vendite, rimborsi ai soci. Lo fa partendo da estratti conto, scritture contabili spesso lacunose, atti notarili e corrispondenza.
La difficoltà sta nei dettagli:
- periodi diversi per ogni atto: due anni per gli atti gratuiti e i pagamenti di crediti non scaduti, un anno per i rimborsi dei finanziamenti dei soci e per gli atti anormali, sei mesi per le garanzie per debiti scaduti e per gli atti normali;
- la data da cui contare: il periodo si calcola a ritroso dal deposito della domanda cui è seguita l'apertura e, se c'è stata una domanda di accesso a uno strumento di regolazione, dalla sua pubblicazione nel registro delle imprese (art. 170, comma 2);
- onere della prova: negli atti anormali tocca al convenuto provare di non conoscere l'insolvenza, negli atti normali tocca al curatore provare che la conosceva;
- esenzioni: pagamenti nei termini d'uso, rimesse che non hanno ridotto in modo durevole l'esposizione bancaria, atti in esecuzione di piani attestati o di strumenti omologati, retribuzioni dei dipendenti.
Tutto con un limite rigido: tre anni dall'apertura per promuovere l'azione.
Come funziona Next-OS sulla revocatoria nella liquidazione giudiziale
Next-OS ti aiuta a passare dai documenti a una mappa ordinata delle azioni da valutare.
Raccolta delle operazioni
Carichi estratti conto, mastrini, atti di costituzione di garanzie e contratti di cessione. Next-OS estrae le operazioni con data, controparte, importo e causale.
Periodi sospetti per ogni operazione
Indicando la data di deposito della domanda, o quella di pubblicazione della domanda di accesso, Next-OS colloca ogni operazione nei periodi degli artt. 163, 164 e 166 e segnala quelle che rientrano in più categorie.
Esenzioni dell'art. 166 CCII e onere della prova
Per ogni operazione Next-OS indica le esenzioni del comma 3 dell'art. 166 che possono applicarsi e chi deve provare la conoscenza dello stato d'insolvenza, con norme e giurisprudenza citate.
Nota per il giudice delegato
Prepari la bozza della nota con le azioni proposte e l'istanza di autorizzazione a stare in giudizio, necessaria per l'art. 128, comma 2, dai tuoi modelli, in docx.
Un esempio di revocatoria fallimentare: tre operazioni prima della domanda
Una srl è stata dichiarata in liquidazione giudiziale su ricorso depositato a marzo. Dagli estratti conto e dagli atti emergono tre operazioni:
- otto mesi prima del ricorso la società ha rimborsato un finanziamento al socio di maggioranza;
- quattro mesi prima ha concesso un'ipoteca volontaria a una banca per un debito già scaduto;
- nei due mesi precedenti ha pagato regolarmente i fornitori di materie prime alle scadenze contrattuali.
Chiedi a Next-OS: "Per ciascuna operazione indica la norma applicabile, il periodo sospetto, l'onere della prova e le possibili esenzioni".
La mappa che ottieni, da verificare sui documenti, è questa:
| Operazione | Norma | Valutazione da approfondire |
|---|---|---|
| Rimborso al socio | art. 164, comma 2 | privo di effetto se eseguito nell'anno anteriore alla domanda; verificare la natura di finanziamento secondo l'art. 2467 c.c. |
| Ipoteca per debito scaduto | art. 166, comma 1, lett. d) | revocabile se costituita nei sei mesi anteriori, salvo prova che la banca non conosceva l'insolvenza |
| Pagamenti ai fornitori | art. 166, comma 3, lett. a) | esenti se eseguiti nell'esercizio dell'attività d'impresa nei termini d'uso |
Da qui decidi quali azioni proporre al giudice delegato. Le stesse operazioni possono avere rilievo anche nella relazione del curatore sulle cause dell'insolvenza.
Cosa verificare sempre prima di proporre azioni revocatorie
Prima di chiedere l'autorizzazione controlla:
- la data di partenza: deposito della domanda cui è seguita l'apertura o, se c'è stata, pubblicazione della domanda di accesso a uno strumento di regolazione (art. 170, comma 2);
- i termini dell'azione: non oltre tre anni dall'apertura e comunque entro cinque anni dal compimento dell'atto (art. 170, comma 1);
- le esenzioni dei piani e degli strumenti: sono esenti gli atti eseguiti in base a un piano attestato, salvo dolo o colpa grave dell'attestatore o del debitore noti al creditore (art. 166, comma 3, lett. d), e quelli in esecuzione di concordato preventivo, piano di ristrutturazione o accordo di ristrutturazione omologati (lett. e);
- gli atti tra coniugi e conviventi: l'art. 169 prevede regole proprie per gli atti tra coniugi, parti di un'unione civile o conviventi di fatto;
- l'alternativa ordinaria: l'art. 165 consente al curatore anche la revocatoria ordinaria secondo il codice civile.
I testi aggiornati sono su Normattiva, d.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14. Se tra gli atti ci sono contratti ancora in corso, verifica prima la disciplina dei rapporti pendenti nella liquidazione giudiziale. Il quadro di tutte le attività è nella pagina sull'intelligenza artificiale nella crisi d'impresa.
Altre domande da provare
Domande reali del lavoro di tutti i giorni. Ognuna apre Next-OS con la domanda già scritta: rispondono le fonti, con i riferimenti da verificare.
- Colloca le operazioni degli estratti conto caricati nei periodi sospetti degli artt. 163, 164 e 166 CCII, partendo dalla data di deposito della domandaChiedi all'Assistente AI
- Quali sono le esenzioni dall'azione revocatoria previste dall'art. 166, comma 3, CCII e come si applicano alle rimesse in conto corrente?Chiedi all'Assistente AI
- Prepara l'istanza al giudice delegato per l'autorizzazione a promuovere un'azione revocatoria ai sensi dell'art. 128, comma 2, CCIIChiedi all'Assistente AI
Domande frequenti
Entro quando il curatore deve promuovere la revocatoria fallimentare?
L'art. 170 del Codice della crisi stabilisce che le azioni revocatorie e di inefficacia non possono essere promosse dal curatore decorsi tre anni dall'apertura della liquidazione giudiziale e che comunque si prescrivono decorsi cinque anni dal compimento dell'atto. Conviene quindi impostare la mappa degli atti sospetti nei primi mesi della procedura.
Qual è il periodo sospetto per i pagamenti nella revocatoria fallimentare?
Dipende dal tipo di atto. I pagamenti di crediti non ancora scaduti sono privi di effetto se eseguiti nei due anni anteriori alla domanda (art. 164). I pagamenti di debiti liquidi ed esigibili sono revocabili se eseguiti nei sei mesi anteriori e il curatore prova che l'altra parte conosceva l'insolvenza (art. 166, comma 2).
I pagamenti ai fornitori sono sempre revocabili?
No. L'art. 166, comma 3, lettera a), esclude dall'azione revocatoria i pagamenti di beni e servizi effettuati nell'esercizio dell'attività d'impresa nei termini d'uso. Sono esenti anche, tra gli altri, le rimesse in conto corrente che non hanno ridotto in modo durevole l'esposizione verso la banca e i pagamenti delle retribuzioni ai dipendenti.
Gli atti sospetti mappati per tempo, prima che scadano i tre anni
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